Ti sei mai chiesto perché alcune landing page sfornano clienti come pizze in un forno a legna, mentre altre rimangono desolatamente vuote? 🚀

Non c’è formula magica, ma c’è una combinazione vincente di strategie di marketing e buon senso.

In questa guida definitiva vedremo molti esempi di landing page efficaci e ti spiegheremo passo passo come crearne una che faccia decollare le tue conversioni (senza annoiarti a morte, promesso!).

Preparati a scoprire i segreti delle pagine di atterraggio che convertono davvero, con un tono amichevole e qualche chicca scherzosa lungo il cammino.

esempi di landing page

Cos’è una landing page e perché è fondamentale?

Partiamo dalle basi: una landing page (in italiano, pagina di atterraggio o pagina di destinazione) è una pagina web progettata con un unico obiettivo in mente, di solito far compiere a chi vi arriva una specifica azione.

Che sia iscriversi a una newsletter, scaricare un ebook, richiedere una demo o acquistare un prodotto, la landing page è il nostro venditore instancabile online, focalizzato su un solo compito.

A differenza della homepage del tuo sito, che può mostrare un po’ di tutto, la landing page elimina le distrazioni e porta l’utente dritto al sodo.

Perché è così importante per il tuo business? Immagina di investire in campagne pubblicitarie su Google o Facebook: l’utente clicca, atterra sul tuo sito… e poi?

Se lo mandi su una pagina generica o confusa, è un po’ come invitare un cliente in negozio e accoglierlo con scaffali vuoti – probabilmente se ne andrà a mani vuote.

Una landing page efficace invece lo prende per mano (in senso figurato) e lo accompagna con decisione verso la conversione. Risultato: più contatti, più vendite, più ROI per il tuo marketing.

Statistiche di settore dicono che il tasso medio di conversione di una landing page si aggira intorno al 2-3%. Tradotto: su 100 visitatori, solo 2 o 3 compiono l’azione desiderata.

Pochini, vero? Ma non scoraggiarti: le landing page migliori arrivano a percentuali a doppia cifra, facendo mangiare la polvere alla media.

La differenza tra flop e successo sta tutta nei dettagli che vedremo tra poco: dal titolo bomba alla CTA luminosa come un’insegna al neon.

Prima di tuffarci negli esempi pratici, ripassiamo rapidamente quali sono gli ingredienti segreti (non così segreti) di una landing page fatta bene.

Conoscerli ti aiuterà a capire perché gli esempi che analizzeremo funzionano così dannatamente bene.

Elementi chiave di una landing page che converte

Non esiste una formula magica valida per tutti, ma ci sono degli elementi che ricorrono in quasi tutte le landing page di successo. Eccoli qui, belli carichi e con qualche consiglio pratico:

Uff, sono tanti elementi da considerare, lo so. Ma vederli in azione negli esempi concreti ti chiarirà le idee. Prima però, facciamo un piccolo pit stop.

Nota per gli imprenditori indaffarati: so cosa potresti pensare a questo punto – “Ma davvero devo diventare un esperto di marketing, design e copywriting tutto insieme per farmi una landing page decente? Chi ha il tempo?!”. Tranquillo, c’è una scorciatoia intelligente.

Squadd, il tuo alleato per creare landing page efficaci – Permettimi una breve digressione utile. Oggi esistono strumenti all-in-one pensati proprio per chi, come te, vuole risultati ma ha poco tempo da perdere a impazzire tra mille software.

Squadd è uno di questi: una piattaforma di marketing tutto-in-uno progettata per aiutare le PMI a gestire ogni aspetto del digitale, creazione di landing page inclusa.

Con Squadd puoi costruire siti, pagine web e interi funnel con un editor semplice (niente codice, solo drag & drop), inserire moduli di contatto, integrare chat, collegare il tuo CRM e molto altro – tutto in un unico posto.

Significa che mentre tu trascini elementi e scrivi i testi, Squadd si occupa del “dietro le quinte”: ti assicura pagine veloci, già ottimizzate per mobile e pronte a catturare i lead. E una volta catturati, indovina un po’?

I contatti finiscono direttamente nel CRM di Squadd, così puoi automatizzare email, messaggi WhatsApp, follow-up… insomma, non perderti mai nemmeno un’opportunità.

In pratica, Squadd è come avere un’intera squadra di marketing (eh, non a caso si chiama così 😁) al tuo servizio: tu ci metti l’idea e la conoscenza del tuo business, lui ti fornisce gli strumenti per realizzarla al meglio.

Il bello è che non devi essere un mago del computer – e c’è sempre un team di supporto pronto ad aiutarti se ti blocchi.

Insomma, mentre studiamo questi esempi di landing page da manuale, tieni a mente che con il partner tecnologico giusto al fianco potrai replicarli molto più facilmente di quanto pensi. Ok, fine del “consiglio da amici” 😉, torniamo a noi.

esempi di landing page

Esempi di landing page efficaci (da cui prendere spunto subito)

Bando alle ciance teoriche, è il momento di vedere sul campo come brand piccoli e grandi mettono in pratica questi principi. Ho raccolto per te una carrellata di esempi reali di landing page, sia italiane che internazionali, che hanno catturato la nostra attenzione.

Per ogni esempio, ti spiegherò perché funziona, così potrai rubare idee e adattarle alle tue pagine. Prepara carta e penna (o apri Squadd direttamente 😎) perché c’è da imparare!

Netflix – Design immersivo e CTA che spicca

La landing page di Netflix (che poi è sostanzialmente la sua homepage, spesso usata come pagina di atterraggio per le campagne) è un esempio da manuale di semplicità ed efficacia.

Sfondo scuro, immagini coinvolgenti dei suoi show di punta che scorrono come in un trailer infinito, e al centro un messaggio chiaro: “Film, serie TV e molto altro. Senza limiti.“.

Sotto, l’invito diretto: inserisci la tua email per iniziare. Il pulsante rosso brillante con scritto “Inizia il tuo mese gratis” (o una variante attuale) domina la scena e, contrastando col background scuro, è praticamente impossibile da ignorare.

Perché funziona: In un colpo d’occhio Netflix ti dice cosa offre (intrattenimento illimitato), rimuove un’ansia comune (“Senza limiti” sottintende niente vincoli o costi nascosti) e la CTA rossa attira lo sguardo come una calamita.

L’utente non deve scrollare nemmeno di un pixel per capire il valore e cosa deve fare: c’è un solo campo da compilare, niente menu in cima che lo distragga. L’esperienza è immersiva (quelle immagini di copertina che scorrono creano atmosfera) e al tempo stesso ultra focalizzata sull’azione di conversione (iscriversi alla prova gratuita).

Spotify – Messaggio conciso che elimina le obiezioni

“Listening is everything.” Punto. La landing di Spotify (anche qui, simile alla homepage per i nuovi utenti) colpisce con pochissime parole: in italiano potremmo tradurre “Ascoltare è tutto”. Subito sotto, specifica il beneficio: “Milioni di brani e podcast. Gratis.“.

E giusto per rassicurare gli indecisi, una frase in più elimina una grossa barriera: “Senza alcuna carta di credito“. Qui la CTA verde brillante recita “Scarica Spotify Free” o “Iscriviti gratis”, chiara e invitante.

Perché funziona: In meno di 10 parole Spotify ti ha già detto cosa ottieni (musica e podcast a volontà) e perché dovresti provarlo (è gratis e non ti chiede subito i dati di pagamento). Ha praticamente letto nel pensiero dell’utente medio che pensa “Mmm, dov’è la fregatura? Devo mettere la carta?” e gli ha risposto “No, tranquillo, niente carta”.

Questo è geniale copywriting orientato alla conversione: anticipare l’obiezione e toglierla di mezzo. La pagina è pulitissima, con il classico verde Spotify che avvolge il pulsante di CTA rendendolo ben visibile.

Non ci sono altri link se non forse quelli legali in fondo: l’attenzione è tutta lì, su quel “free” che fa gola. Insomma, massima chiarezza, zero distrazioni e appeal immediato.

Mailchimp – Colore audace e invito costante all’azione

Mailchimp, noto servizio di email marketing, accoglie i visitatori con un’esplosione di giallo sullo sfondo – il loro colore di brand distintivo.

La landing page (anche qui la homepage in realtà) ti dà il benvenuto con un titolo semplice: “Turn emails into revenue” (nelle versioni italiane, concetto simile a “Trasforma le email in ricavi”), e subito offre due CTA ben in evidenza, di un colore complementare al giallo (spesso un verde acqua) che spiccano sullo sfondo: “Sign Up Free” e magari un’altra per vedere come funziona la piattaforma.

Una particolarità: mentre scrolli la pagina, la barra in alto con il pulsante “Sign Up” rimane sempre visibile, così in qualunque momento l’utente decida di iscriversi, ha il tasto a portata di clic.

Perché funziona: Mailchimp gioca la carta del design minimale ma brandizzato al 100%. Il giallo intenso cattura l’occhio e rende l’esperienza memorabile (di certo non la confondi con un competitor).

La doppia CTA iniziale asseconda due possibili tipi di utenti: chi è già convinto e vuole iscriversi subito, e chi vuole prima saperne di più (il secondo bottone magari fa scorrere la pagina a sezioni con maggiori dettagli).

Mantenere il pulsante di registrazione sempre in vista anche mentre l’utente scorre è una mossa intelligente: non rischiano che uno entusiasta debba tornare su a cercare dove iscriversi. In più la pagina offre risorse e spunti per i più esitanti (tipo link a guide gratuite o brevi FAQ) ma senza sovraccaricare: tutto è disposto in sezioni ariose.

E ovviamente, nessun menu tradizionale a distrarre: sei nel mondo Mailchimp e l’unica via d’uscita “logica” è l’iscrizione (o chiudere la pagina, ma speriamo di no!).

Slack – Copy diretto e demo che parla da sé

Slack, strumento di comunicazione per team, sa che il suo pubblico sono professionisti che cercano efficienza. La sua landing page quindi riflette questo mindset: titolo immediato, niente fronzoli (“Il futuro della comunicazione aziendale” – cito a memoria l’idea, non le parole esatte).

In due righe hai già capito il succo: Slack sostituisce l’email in ufficio, rendendo tutto più rapido e organizzato. La CTA ovviamente invita a provare subito lo strumento. Ma un dettaglio notevole: Slack offre video tutorial e gif animate dell’app direttamente nella pagina.

Mentre scorri, vedi Slack in azione: schermate dell’app che mostrano come si fanno le cose più comuni. Trovi anche link a risorse utili (guide, casi d’uso) per aiutarti a immaginare concretamente come potrebbe migliorare la tua vita lavorativa.

Perché funziona: Slack adotta la filosofia “show, don’t tell” – invece di mille parole sulle funzionalità, ti fa vedere come il prodotto risolve il problema.

Questo è potentissimo per un software: guardando la demo integrata l’utente pensa “Oh, figo, così potrei fare anche io nel mio team!”. Il copy è asciutto e va dritto al punto, usando il linguaggio del target (niente gergo astruso; con quel tono informale tipico di Slack che trasmette semplicità e modernità).

La CTA per registrarsi rimane sempre accessibile (spesso Slack ha un banner in alto “Prova Slack – è gratis”). E come Mailchimp, Slack include link a guide e tutorial per i più curiosi, il che costruisce fiducia: l’utente percepisce “questa azienda mi vuole aiutare a capire, non solo vendermi qualcosa a tutti i costi”.

In sintesi: contenuto utile, dimostrazione pratica e usabilità ottima = conversioni in arrivo.

Shopify – Chiarezza dell’offerta e form immediato

Shopify è una piattaforma per creare e-commerce, e la sua landing page è spesso citata come esempio di efficacia per chi offre servizi digitali. Cosa fa appena arrivi? Ti accoglie con un titolo motivante tipo “Realizza il tuo business online” e soprattutto con un campo di inserimento email + pulsante proprio lì nell’hero, pronti per iniziare la prova gratuita.

In pratica, la conversione (l’iscrizione al trial) è inserita nel punto più alto della pagina, sopra il famoso “fold”, senza neanche costringerti a cliccare su un bottone per aprire un form: il form è già lì, integrato.

Il design è pulito, con uno sfondo magari di una persona che gestisce il suo negozio (storytelling visivo che ti fa immedesimare).

Scrollando, trovi maggiori dettagli: qualche statistica di successo (es. “Milioni di merchant usano Shopify”), loghi di brand famosi che lo usano (prova sociale), e sezioni che spiegano le funzionalità chiave (pagamenti, spedizioni, marketing integrato, ecc.), ognuna con un bel visual descrittivo.

Perché funziona: Shopify elimina ogni barriera all’ingresso: vuoi provare? Inserisci l’email e vai, tutto nella prima schermata. Questa immediatezza riduce il tempo di ponderazione dell’utente – può letteralmente iniziare a registrarsi prima ancora di aver letto tutto il resto.

Il messaggio iniziale è chiaro e aspirazionale (ti vende un sogno realizzabile: “costruisci il tuo business di successo”). Le testimonianze implicite (loghi e numeri) fanno pensare “Se lo usano in tanti, funziona davvero”.

E il design, come negli altri esempi, è essenziale: nessun menu dispersivo, solo magari una piccola nota “Nessuna carta di credito richiesta” vicino al form per tranquillizzare sul fatto che il trial è senza impegno.

In più, i vari benefici di Shopify sono presentati in modo organizzato man mano che scorri, così se qualcuno non è convinto subito e cerca più info, le trova spiegate in modo visuale e attraente.

L’ultima chicca: CTA ripetute lungo la pagina (“Inizia la prova gratuita” compare più volte in sezioni diverse) perché sanno che l’utente potrebbe decidere di cliccare dopo aver letto magari una testimonianza o una feature a metà pagina. Ogni momento è buono per convertirlo!

Canva – Onboarding veloce e ripetizione dei vantaggi

Canva, popolare tool di graphic design online, offre un esempio interessante: la sua homepage (che funge spesso da landing page per chi arriva da Google cercando “creare grafiche gratis”, per dire) è strutturata in modo da farti iniziare a creare subito.

C’è una grossa CTA “Inizia a progettare”, e in certi casi appare addirittura un pop-up o un banner persistente che invita a iniziare a creare, restando visibile mentre navighi. Canva punta molto sul concetto “zero barriere”: ad esempio ti permette di loggarti con Google o Facebook in un click, così non devi perdere tempo in registrazioni lunghe.

La pagina mette in mostra template ed esempi di design che puoi realizzare con la piattaforma, fin da subito. Inoltre, evidenzia i suoi punti di forza: milioni di template gratuiti, possibilità di collaborare in tempo reale, strumento base gratuito, ecc., spesso ripetuti in varie forme lungo la pagina.

Perché funziona: Canva sa che il suo utente tipo vuole provare immediatamente a creare qualcosa, magari ha fretta o non è un designer professionista. Quindi semplifica all’estremo l’accesso: login one-click e sei subito dentro a provare.

Questo elimina uno step che spesso fa perdere conversioni (le persone pigre odiano dover compilare form lunghi: Canva lo sa e infatti ti incoraggia ad usare l’accesso social per tagliare corto).

Intanto, la pagina stessa è una vetrina accattivante: vedere i bei design possibili con Canva motiva l’utente (“Anch’io voglio fare un post figo così!”). A livello di copy, sottolineare più volte la gratuità e la facilità d’uso rassicura chi potrebbe pensare “ma io non so disegnare…”.

In pratica, tutta la landing di Canva è pensata come un enorme invito: “entra, prova, è facile e gratis”. E appena ti muovi, quel pulsante “Inizia a creare” ti segue come un cagnolino fedele – è sempre lì, pronto ad essere cliccato al minimo segnale che ti sei convinto a fare il grande passo.

esempi di landing page

Apple (Pagina di prodotto iPhone) – Esperienza immersiva e storytelling

Chi meglio di Apple sa creare hype attorno a un prodotto? Le pagine di atterraggio di Apple per i nuovi iPhone sono talmente curate da sembrare opere d’arte digitali.

Prendiamo ad esempio la landing page dell’iPhone 13 Pro (una delle campagne recenti): apre con un visual spettacolare del telefono, e pochi vocaboli ultra-selezionati come “Oh. So. Pro.” (hanno usato un micro-copy in inglese minimalista ma intrigante).

Scorrendo, è un viaggio multimediale: animazioni fluide mostrano le nuove funzionalità (dal chip potentissimo alle lenti della fotocamera con immagini 3D quasi tangibili), il tutto accompagnato da testi brevissimi, quasi poetici, e titoli incisivi.

La CTA “Acquista” o “Pre-ordina ora” è presente subito in alto e magari replicata anche in basso, ma Apple sa che prima di spingerti a comprare vuole farti sognare il prodotto.

Non manca la riprova sociale implicita: i riferimenti a premi e riconoscimenti (“il miglior iPhone di sempre”, come dicono le recensioni) o la classica frase “Trova il tuo prossimo iPhone” che dà per scontato che lo vuoi già.

Perché funziona: Certo, Apple gioca in serie A e ha un brand fortissimo, ma dal punto di vista landing page c’è da imparare: usa un potentissimo visual storytelling.

Scorrere la pagina è un’esperienza immersiva: colori, video, interattività, tutto è progettato per farti desiderare quel telefono ancor prima di vedere il prezzo o le specifiche tecniche.

Riescono a scomporre un processo potenzialmente complesso (scegli modello, scopri caratteristiche, ecc.) in una narrazione scorrevole che ti convince quasi senza accorgertene.

La CTA di acquisto è sempre disponibile (di solito c’è un menu “sticky” in cima con il bottone “Compra”), ma non è invasiva: il focus iniziale è sull’emozione e sulla meraviglia.

Questo insegna che, quando il prodotto lo consente, coinvolgere emotivamente il visitatore può predisporlo molto meglio all’azione finale di conversione.

E naturalmente la pagina è costruita con cura maniacale: velocissima nonostante i contenuti pesanti (grazie a tecnologie e ottimizzazioni avanzate), responsive design impeccabile, e coerenza totale con il resto della comunicazione Apple.

(Se avevi visto la pubblicità in TV, ritrovi le stesse immagini e vibe sul sito – una continuità che rassicura e ti fa sentire nel posto giusto).

Airbnb (Diventa Host) – Personalizzazione e fiducia per vincere le resistenze

Airbnb non è solo un sito dove prenotare alloggi; buona parte del suo successo dipende dal convincere le persone a mettere in affitto la propria casa o stanza. “Diventare Host” per Airbnb è un passo delicato (hey, stai per far entrare sconosciuti in casa tua!).

La loro landing page dedicata ai potenziali host è un capolavoro di persuasione calibrata. Appena arrivi, c’è un’offerta allettante: “Guadagna €X al mese affittando il tuo spazio” – spesso con un calcolatore interattivo accanto.

Sì, c’è proprio un calcolatore di guadagno: inserisci la tua città, il tipo di alloggio e quante persone puoi ospitare, e lui ti sputa fuori una stima di quanto potresti incassare. Vedere subito una cifra concreta accende l’entusiasmo (“Wow, davvero posso fare 500€ al mese?”).

Subito sotto, Airbnb gioca la carta della sicurezza: elenca i sistemi di tutela per gli host (ad esempio: “Ogni prenotazione è coperta da assicurazione fino a 1 milione di dollari”, “Decidi tu chi ospitare, hai controllo totale”, “Pagamenti sicuri garantiti”).

Più sotto ancora, trovi testimonianze di host reali e un breakdown in passi semplici di come funziona diventare host (tipo: 1. Pubblica il tuo annuncio, 2. Accetta prenotazioni quando vuoi, 3. Ricevi i pagamenti in modo comodo).

Perché funziona: Questa landing page è un manuale su come affrontare un pubblico potenzialmente diffidente. Airbnb sa che deve prima stuzzicare l’avidità positiva (il guadagno extra che puoi fare) e poi rassicurare sulle paure (“E se mi distruggono casa? E se l’ospite è un pazzo?”).

Lo fa in modo eccellente: il calcolatore è coinvolgente e personalizzato (ognuno vede il proprio potenziale guadagno, non una promessa generica), e le note di sicurezza sotto la CTA tolgono i dubbi principali.

A proposito di CTA: il pulsante per iniziare la procedura di registrazione come host spicca (di solito un bel colore contrastante, ad esempio un azzurro intenso su sfondo chiaro) ed è piazzato strategicamente vicino al calcolo del guadagno e ripetuto in più punti.

La pagina è strutturata a sezioni che spezzano un processo lungo in passi semplici (“Diventare host è facile: [1] Crea annuncio, [2] Ospita alle tue condizioni, [3] Guadagna in sicurezza”).

Questa segmentazione riduce lo stress: invece di pensare “Oddio devo fare mille cose per affittare casa”, l’host in erba pensa “Ah, bastano questi 3 step, sembra fattibile”.

L’insieme di elementi – incentivo economico, strumenti utili, garanzie e testimonianze – crea fiducia e abbassa enormemente le barriere all’iscrizione.

Il messaggio è: non sei pazzo a volerci provare, guarda quante tutele hai e quanto potresti guadagnare. Ed è difficile resistere a una combo del genere!

esempi di landing page

Deliveroo – Focus immediato sull’azione (fatti venire fame e ordina)

Deliveroo (così come Glovo, Uber Eats ecc.) quando si tratta di landing page va dritto al sodo: ti fa ordinare cibo il prima possibile. La loro pagina di atterraggio tipica (in particolare se arrivi da un annuncio che dice “Ordina il tuo piatto preferito a domicilio”) non perde tempo in lunghe spiegazioni.

In genere trovi uno sfondo appetitoso (foto di piatti deliziosi che ti fanno venire l’acquolina in bocca), un campo centralissimo dove inserire il tuo indirizzo o CAP, e un bel pulsante “Trova ristoranti” o “Ordina ora”.

Fine. Ah, magari c’è anche un coupon di benvenuto tipo “10€ di sconto sul primo ordine con il codice WELCOME10” per invogliarti ancora di più.

Tutto il resto del sito (menu, link vari) spesso è ridotto al minimo o assente su quella pagina: l’attenzione è tutta sul farti compiere quel primo passo (inserire l’indirizzo) da cui poi si entra nell’app o nella lista dei ristoranti disponibili.

Perché funziona: Questo tipo di landing page transazionale è efficace perché sfrutta il momento: l’utente ha fame (o voglia di qualcosa di buono) e l’obiettivo è fargli completare l’ordine in pochi clic prima che cambi idea.

Il campo indirizzo subito visibile è una CTA travestita: spinge all’azione diretta, senza neanche chiederti di creare un account prima. Una volta che hai inserito l’indirizzo e cliccato, sei già dentro il funnel (vedi i ristoranti, inizi a scegliere il cibo… e a quel punto difficilmente torni indietro, perché ti è venuta fame sul serio!).

L’uso di immagini di cibo succulento sullo sfondo è strategico: attiva immediatamente l’emozione (gola, appetito) e rende l’offerta concreta e tangibile. Anche qui, zero distrazioni: non ti annoiano con la storia di Deliveroo o con dettagli superflui – quello magari c’è in altre pagine, ma non sulla landing del primo ordine.

Simpatica anche l’idea del coupon di sconto iniziale: crea un senso di urgenza e convenienza, l’utente pensa “Meglio approfittarne ora che ho questo sconto”.

Somma tutti questi fattori e capisci perché un sacco di gente finisce a ordinare il pranzo online senza quasi accorgersene 😅.

Fastweb – Offerta in evidenza e CTA ripetute

Passiamo a un esempio italiano di settore diverso: Fastweb e le sue landing page per offerte internet casa. Chi cerca una nuova connessione o un cambio di gestore spesso arriva su pagine dedicate all’offerta del momento (fibra, mobile, ecc.).

Fastweb in queste pagine mette subito in chiaro il prezzo e i vantaggi: ad esempio “Fibra Ultra a 27,95€/mese, modem incluso, attivazione gratis”.

Il prezzo è bello grosso, magari evidenziato in un box, perché sanno che è la prima cosa che l’utente guarda. Accanto, un bel pulsante “Abbonati ora” oppure “Verifica copertura”, a seconda del funnel (spesso vogliono prima farti verificare se la fibra ottica arriva a casa tua).

Una tecnica utilizzata è piazzare più pulsanti di conversione lungo la pagina, specialmente se la pagina è lunga e spiega dettagli tecnici: trovi un bottone in alto, uno a metà e uno in fondo, così qualunque sia il punto in cui ti convinci hai subito l’accesso all’azione.

Inoltre, per non far scappare il visitatore, il menu di navigazione su queste pagine è ridotto all’osso o proprio assente – non vogliono che tu vada a curiosare altrove e perda il focus dall’offerta.

Perché funziona: In settori come le telecomunicazioni, la chiarezza dell’offerta è tutto. L’utente arriva assetato di informazioni chiave (“Quanto pago e cosa ottengo?”) e Fastweb gliele serve su un piatto d’argento, ben formattate e impossibili da non notare.

Mantenere CTA ricorrenti assicura che appena il potenziale cliente è convinto possa agire senza fatica, senza dover scrollare su e giù per trovare il modulo di adesione. L’uso del colore è spesso mirato: ad esempio usano molto il giallo/nero corporate, ma possono evidenziare il prezzo in un riquadro o colore specifico che risalti su sfondo bianco.

E notiamo l’assenza di vie di fuga: se sei sulla pagina “Offerta Fibra X”, è probabile che non ci siano link al menu generale del sito Fastweb.

Questo approccio “chiuso” mantiene l’attenzione dove deve essere e migliora le conversioni, perché riduce le possibilità che l’utente si distragga (esempio: “Oh, c’è anche un’offerta mobile, clicchiamo lì…” e addio, ha perso il filo e forse l’interesse iniziale).

Fastweb sa anche gestire bene i dubbi lungo la pagina: magari include una mini sezione FAQ sotto, o dei micro testi vicino al prezzo (tipo “Prezzo bloccato 24 mesi”, “Nessun costo nascosto”) per tranquillizzare su questioni tipiche.

Insomma, chiarezza, focus e persistenza sono le parole d’ordine qui.

Semrush – Prova gratuita e trust badges in bella vista

Un altro esempio dal mondo B2B/marketing: Semrush, la piattaforma SEO molto nota. La loro homepage funge anche da landing page principale per convincere gli utenti a provare lo strumento.

Cosa vediamo subito? Un bel titolo che tocca il bisogno (“Fai crescere il tuo traffico online” oppure “Scopri come migliorare il tuo posizionamento…”), un’immagine semplice dell’interfaccia del tool e soprattutto il pulsante “Prova gratis” bello in evidenza.

Fin qui tutto nella norma, ma una cosa che Semrush fa benissimo è mostrare subito dei trust badges, ovvero elementi di fiducia: ad esempio gli award vinti (“Premiato come miglior software SEO 2022 da PC Magazine”, ipotizzo) oppure il numero di milioni di utenti, e loghi di aziende famose che lo utilizzano.

Sono spesso lì, in alto o immediatamente sotto la sezione principale. Questo crea un’immediata autorevolezza: l’utente pensa “Ok, è un tool rinomato, guarda quanti lo premiano e lo usano”.

La pagina poi scorre presentando le varie funzionalità (SEO, Content Marketing, PPC ecc.) con piccole demo e spiegazioni.

Ma a intervalli regolari ricompare l’invito all’azione: quasi ogni sezione si chiude con un link o bottone “Prova gratuitamente Semrush per X giorni“. Così, qualunque funzionalità ti abbia colpito, hai sempre sottomano la possibilità di iscriverti facilmente.

Perché funziona: Semrush combina diverse best practice che abbiamo già visto: CTA ben visibile e ripetuta, elenco di benefici diversificati per i vari tipi di utente, ed estrema costruzione della fiducia.

In un settore tecnico come la SEO, l’utente potrebbe essere scettico o confuso su quale tool scegliere. Vedendo che Semrush è usato dai big (spesso mostrano loghi come Tesla, Nike, Amazon, ecc.), è più propenso a fidarsi.

Mostrare certificazioni o premi vinti (tipo “Leader nel Magic Quadrant di Gartner” o “Capterra Top 10” e simili) sfrutta l’effetto autorità: “Se lo dicono gli esperti che è il migliore, allora…”.

Ovviamente, la pagina è priva di menu e distrazioni finché non hai scrollato proprio fino in fondo. E anche lì, l’unico invito è magari leggere qualche risorsa correlata o direttamente iscriversi.

Un altro dettaglio furbo: Semrush spesso prevede due opzioni di CTA, ad esempio “Prova gratis” e “Richiedi demo” (per i potenziali clienti enterprise che magari vogliono parlare con un consulente).

Questo segmenta già l’audience: se sono una grande azienda preferisco fare una demo guidata, se sono un singolo marketer magari vado di trial fai-da-te.

Offrire la scelta giusta all’utente giusto migliora le chance di conversione per entrambe le categorie. Nel complesso, questa landing trasmette professionalità, robustezza del prodotto e accompagna l’utente a fare il passo con la massima fiducia possibile.

Abbiamo esplorato un bel po’ di esempi, vero? Da ciascuno di essi emergono tattiche preziose e replicabili. Ma come trasformare tutta questa ispirazione in pratica? Non temere: tiriamo le fila e vediamo un piccolo piano d’azione concreto.

esempi di landing page

Consigli finali per creare la tua landing page vincente

Ora che hai visto teoria ed esempi sul campo, è il momento di passare all’azione con il tuo progetto. Ecco un riepilogo in 10 consigli pratici (una sorta di checklist) per costruire una landing page che possa competere con quelle dei big:

Ed eccoci arrivati alla fine di questo viaggio nel mondo delle landing page. Sei stato un campione a seguire fin qui, ma soprattutto spero che ora tu ti senta carico a molla e pieno di idee per migliorare le tue pagine di conversione!

Abbiamo visto insieme cos’è una landing page e perché è fondamentale, abbiamo analizzato esempi di landing page reali (da colossi come Netflix e Apple fino a realtà italiane e servizi B2B), e infine hai in mano un decalogo di consigli pratici.

La verità è che creare landing page efficaci è un mix di arte (creatività, empatia verso il cliente) e scienza (dati, test, ottimizzazione continua).

Non esiste la pagina perfetta in assoluto, ma esiste la pagina perfetta per il tuo pubblico e per la tua offerta – e ora hai gli strumenti e l’ispirazione per costruirla.

Che tu decida di sporcarti le mani in prima persona o di usare un alleato come Squadd per facilitarti il compito, l’importante è mettere al centro l’esperienza dell’utente e guidarlo con chiarezza verso l’azione che desideri.

Vedrai che i risultati non tarderanno: conversioni in aumento, budget pubblicitario speso meglio e magari anche qualche pacca sulla spalla dal capo (o un’auto-congratulazione se sei tu il capo di te stesso!).

Buon lavoro con le tue landing page, e ricorda: ogni grande risultato online inizia da una pagina ben pensata. Ora vai e crea la tua pagina da urlo – non vediamo l’ora di vederla in cima alle classifiche di conversione! 🚀

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